STAG06/07
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CIÒ CHE LE DONNE SOGNANO ...
in una notte di mezz’estate
due tempi _ riduzione e rielaborazione
del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare
 
 
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personaggi
TESEO_OBERON
IPPOLITA_TITANIA
FATA
PUCK
ERMIA
LISANDRO
ELENA
DEMETRIO
GRANATA
PADELLA
CRUNA
GRAMOLA
BOCCALE
LISCIVA
POCA
EGEO
interpreti  
Claudio Mingazzini
Elena Cavallucci
Olesia Stratin
Nicola Ragazzini
Michela Quarantini
Alberto Valtieri
Lorena Plazzi
Andrea Bandini
Chiara Bisi
Giulietta Nanni
Orietta Pozzaglini
Francesca Cattani
Loredana Verni
Simonetta Naldi
Laura Coraci
Manuel Minzoni
 
   
     
Teatro dei Filodrammatici 12/05/2007
riprese filmate Francesco Minarini
sabato 12 maggio 2007 - ore 21.00
domenica 13 maggio 2007 - ore 21.00
scene: Pier Lodovico Massari
consulenza ai costumi: Emanuela Ancarani

La “Canzone d’amore”: musica di Aurelio
Samorì al piano Silvia Valtieri

assistente alla regia: Gianna Benericetti

regia: Luigi Antonio Mazzoni

 
 
   
   
   

Dal grande impianto della storia shakespiriana abbiamo tolto gli sponsali di Teseo e Ippolita, i popolani che devono provare uno spettacolo e di conseguenza l’asino di cui si innamora Titania.

Al loro posto abbiamo immaginato un gruppo di donne che, maltrattate dai loro uomini, in odio a tutto il sesso maschile decidono di votarsi ad Artemide cacciatrice. Lei che ha ucciso Atteone tramutandolo in cervo e facendolo sbranare dai suoi cani potrà aiutarle a disprezzare l’altro sesso e le sue profferte amorose.

Per questo si recano nel bosco in una notte di mezza estate per eseguire un rito propiziatorio, ma in quel bosco incappano in Puck, folletto birbante e burlone, che tramuta la bevanda che esse hanno consacrato ad Artemide in un filtro amoroso. Bevendo questo filtro, sono in grado di vedere fate, folletti, spiritelli. Vedono Oberon, si innamorano all’istante e lo inseguono per tutto il bosco.

Il resto della storia, rimane lo stesso: la fuga d’amore delle due coppie di innamorati, le peripezie dovute al filtro magico stillato dal fiore colpito dalla freccia di Cupido e la lite di Oberon e Titania per il possesso del bel paggetto; lite che costa agli umani devastazione e morte. Infine all’alba ogni screzio si ricompone e la realtà dissolve le traversie della notte di sogni.