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  E' DUTOR DI MËT  
da "Il medico dei pazzi" di E. Scarpetta adattamento e regia di Luigi Antonio Mazzoni
STAG16/17
LOCANDINA
REPERTORIO10
 
 
personaggi
Felice Montanari
Zoraide
Gino
Carletto
Teseo Servadei
Titania Servadei
Aminta Maria Masoni
Cornelio
Fidalma
Oronte Fabbri
Fafina
Triviglia detta Veglia
Rusina
Adele
Ethel
L’Antő
 
 
 
interpreti
Alessandro Lucchesi
Maria Nives Visani
Gian Luca Lusa
Stefano Peroni
Franco Bolognesi
Rita Gallegati
Claudio Mingazzini
Silvano Tambini
Barbara Giannotti
Pier Gianni Samorini
Damiano Bandini
Antonietta Bagnara
Giulietta Nanni
Ilenia Zoli
Elena Valtieri
Mario Gurioli
 
 
TEATRO MASINI - FAENZA
sabato 31 dicembre 2016 - ore 21
SAN SILVESTRO con la Berton  
info e biglietti 
 
Scene: Pier Lodovico Massari
Luci e Musica: Anna Mingazzini

Regia: Luigi Antonio Mazzoni
 
 
Teatro dei Filodrammatici: 21/02/2014 riprese filmate Francesco Minarini
 
       
   
Gino, nipote dissennato, vive da anni a Bologna alle spalle dello zio Felice che abita in un paesino dell’alto Appennino Romagnolo. Felice credendo di aiutare il nipote negli studi di medicina a Bologna foraggia, inconsapevole, ogni suo vizio. Per spillargli ancora più soldi Gino gli fa credere di essersi finalmente laureato in medicina e di aver aperto a Faenza una casa di cura per malati di mente. Ma all'improvviso, inaspettatamente, lo zio arriva con la moglie per visitare la sua casa di cura. Gino, non sapendo che pesci prendere, inventa e fa credere agli zii che il manicomio è l’albergo in cui vive e che i clienti sono i matti lì ricoverati. Porta lo zio a visitare la sua casa di cura e lo abbandona. Così lo zio Felice, credendo di essere veramente tra pazzi poco manca che non impazzisca dalla paura. L’imbrogliata matassa, si dipana nel terzo atto e la commedia termina, con un immancabile lieto fine.

Quando la Berton ha affrontato “Miseria e nobiltà”, dello stesso autore, pochi sono stati gli aggiustamenti. In questa commedia, invece, molte sono le scene rivisitate, diversi i personaggi eiminati, diversi quelli nuovi inseriti per cercare di dare più profondità alla commedia che si presenta comunque con le caratteritiche della farsa all’italiana.